Molte domande che pulsano nella mente raramente vengono poste

altTutti i giorni, sempre più sconsolati, ci troviamo costretti a domandarci perché accade tutto ciò che accade; tutti i giorni avremmo bisogno come il pane di avere risposte, spiegazioni, rassicurazioni e indicazioni, ma il problema è che mancano referenti autorevoli capaci ed intenzionati a Vedere, ad Ascoltare, a Comprendere e soprattutto ad Agire. La massa è ormai ridotta ad un cumulo di esseri soli e asociali,

talmente soli al punto di aver perso contatto anche se stessi e vagano famelici e inferociti nel deserto anaffettivo coprodotto.

Parliamo di una malattia? No! Si tratta solo di una mancanza.

Per essere diretti potremmo citare, portandoli ad esempio, centinaia di fatti concreti, ma potremmo anche citarne appena uno prendendolo a caso nel mazzo per cercare di solleticare le zone in coma della nostra coscienza. Ci viene in mente a proposito quel caso del 7 u.s. dove un’ adolescente sedicenne in accordo col suo fidanzato pianifica l’uccisione dei propri genitori, poiché non contenti della loro relazione.

Parliamo di una ragazzina di 16 anni della nostra cultura, non di uno dei membri del terrorismo, che arriva a desiderare e poi a mettere in atto, per mano del fidanzato, l’omicidio di sua madre e di suo padre! C’è davvero di che vergognarsi per tutti, per l’intero paese, ma come li stiamo crescendo questi giovani? E quella ragazzina come tanti altri, compreso il fidanzato esecutore materiale del gesto, come sono stati cresciuti, educati ed accuditi; come può tanto odio spietato covare in una famiglia o meglio in tante famiglie?

E quei certi genitori che tipo di genitori sono o sono stati! Quale impegno, quale amore, quali valori, quali ruoli e soprattutto quali intenti e che tipo di relazioni affettive hanno promosso per essere così odiati dalla loro bambina? In natura, e l’uomo è parte di essa, vige una legge semplice che comprendono bene anche gli analfabeti detta legge sentenzia: quello che semini … raccogli.

La vita dell’essere umano, le sue azioni, i suoi progetti, i sogni le sue fatiche compreso lo stesso uomo, assumono un senso appagante e fungono da propulsori solo se contengono in se una connotazione emotiva significativa, coerente e propositiva (domandiamolo al depresso che è un esperto di detto fallimento); la vita è imperniata e sostanziata dalla capacità di amare e di ricevere amore.

La creatura umana impara ad amare quando riceve in dono l’amore gratuito che sgorga dai cuori delle mamme ed i papà; da troppo tempo l’Ego ingigantito dei più di essi ha oscurato questa risorsa essenziale al punto che sarebbe opportuno prendere esempio dagli animali i quali, con la loro capacità di amare i propri piccoli, si dimostrano sempre più coerenti ed affidabili della massa dei così detti esseri superiori.

Dott.ssa Elisabetta Vellone