è vero o no che si nasce omosessuali

altDa lungo tempo e a tutt’oggi si continua a parlare e sparlare del fenomeno omosessuale che sembra ormai fare moda e tendenza. Tutti sentenziano energicamente il proprio confuso parereche poi però non riescono a spiegare neppure a se stessi; anche il Cardinale Kasper come è noto ha dichiarato che “gay si nasce”.

Poiché per coscienza e conoscenza ci sentiamo in dovere di cercare di evitare un nefasto “falso di massa” ci siamo rivolti, senza avere a tutt’oggi risposta, anche al S. Padre Papa Bergoglio.

Desideriamo condividere il contenuto di detto testo ritenendo che il giusto e il vero appartiene a tutti.

 

Caro Checco, così come La chiamano nelle carceri da poco visitate,

chi Le scrive è solo una pecorella del grande gregge di nostro Signore la quale per convinzione, vocazione e formazione si occupa da sempre della salute mentale delle persone.

In questo tortuoso momento storico per l’umanità anch’io come molti, avverto profondo dolore e umana preoccupazione a causa dell’evidente sgretolamento del sacro tessuto connettivo sociale qual è la capacità di amare e di amarsi reciprocamente, disfunzione che per essere superata deve ben identificarsi nei suoi caratteri e cause agli occhi degli operatori preposti.

Dall’ottica della mia osservazione le piaghe sociali che maggiormente si evincono per untuosità e rischio di epidemia sono: la dissacrazione della Famiglia; la pedofilia; l’omosessualità.

E’ a proposito di quest’ultima tematica, l’omosessualità, che ho avvertito il bisogno di rivolgermi a Lei Santità. L’esplosione del fenomeno insinua ed induce le persone a pensare che omosessuali si nasce, al di la se sia o meno una malattia e che pertanto bisogna prenderne atto ed accettare di conseguenza. No Santità, non è affatto vero, poiché omosessuali non si nasce, ma si diventa e non si tratta di una malattia, ma di un comportamento nevrotico e disfunzionale.

Sarò più chiara: le tappe evolutive della fase primaria che improntano lo sviluppo psichico e la formazione della persona sono scandite da leggi naturali coadiuvate all’appagamento dei bisogni primari quali quello di  nutrirsi, di ripararsi dal freddo e il  bisogno di amore.

Nell’ambito di detta fase primaria ( compresa nei primi otto anni di età) si forma l’identità personale (Io sono) e l’identità sessuale (Io sono maschio; Io sono femmina). Detto processo di formazione ed edificazione del Se è strettamente correlato ad una complessa opera di elaborazione mentale che utilizza elementi (psico affettivi) altamente significativi metabolizzati in famiglia e nell’ambiente di appartenenza del piccolo gli stessi che andranno a costituire la base psico affettiva personale (valori; convinzioni; regole e idea di se stessi) che impronteranno tutta la vita emotiva, affettiva e comportamentale.

Per quanto riguarda l’identità sessuale consideriamo  quale terreno particolarmente fertile il periodo compreso fra i tre e i sei anni di età (anche se i confini sono da considerare molto elastici), periodo altrimenti definito fase Edipica.

E’ durante detta fase evolutiva, grazie al naturale processo di identificazione con la figura genitoriale dello stesso sesso, il piccolo edifica la sua Identità sessuale ad opera di un attaccamento carismatico che lo induce ad introiettare ed emulare la sua amata figura  modello. Se però detta figura di riferimento non svolge la sacra parte del modello genitoriale buono, coerente,  affidabile e amorevole tale da produrre frustrazione nelle attese di considerazione e consenso del bambino questi, inconsciamente, può rifiutare il modello ed orientarsi verso l’altrogenitore cosa che naturalmente da luogo ad una identificazione incrociata e confusa che incide fortemente sull’identità di genere.

A volte i segnali sono latenti e si manifesteranno solo in età più avanzata; altre volte sono subito evidenti sotto forma ad esempio: dei famosi casi di femminuccia ”maschiaccio” o maschietto “effemminato”, il resto come è noto lo farà il branco marchiando il piccolo o la piccola senza alcuna pietà rafforzando la sua idea di non essere normale.

 Altro fattore responsabile della presunzione omosessuale sono gli abusi subiti durante l’infanzia. Il bambino abusato, essendo nell’età dell’egocentrismo, accusa se stesso per ciò che subisce e di conseguenza pone nella sua mente il seme della convinzione che sia colpa sua; che in lui o lei ci sia qualcosa di sbagliato che causa l’ accadere di “quelle certe cose” e generalmente si rassegna ad un destino che neppure comprende e dopo una prima esperienza cercata, che dovrebbe fungere da intima verifica, generalmente si arrende e si schiera sulla sponda innaturale.

Santità, probabilmente  è presuntuoso da parte mia pensare che quanto scritto possa esserLe utile in qualche modo, ma lo spero con tutto il cuore e sono disponibile ad approfondire anche rispetto agli altri temi sopra accennati.

Dopo che per anni ho avuto l’onore di tenere settimanali convegni su questi temi per incarico dei Gesuiti nel collegio del Massimo in Roma sarebbe per me una gioia immensa confrontarmi con Lei e magari ottenere indicazioni circa la possibilità di rendere un servizio utile e propositivo alla intera Società, perché l’amore che Cristo vuole da noi deve essere parametrato ai talenti del singolo nella sua primaria funzione di ausilio agli altri oltre che nel cristiano completamento della propria persona.

Nel frattempo comunque continuerò a pregare con il mio Papa con pari intensità, se mai possibile, delle Sante preghiere per tutti noi.

Dottoressa Elisabetta Vellone