Adozione e bambini

 

Nel più assoluto rispetto per ogni persona, degna di detto titolo perché capace di umanità, come adulto responsabile e professionista addetto ai lavori ritengo doveroso condividere con il prossimo interessato alcune considerazioni a proposito di adozioni e bambini.

altAvendolo ampliamente trattato in altre pagine detto fenomeno sarebbe retorico qui richiamare in causa le leggi della formazione dell’IO e quelle della formazione dell’Identità Sessuale 

fenomeni di primo piano, unitamente ad un clima affettivo adeguato, nell’età primaria fortemente improntati dal tipo di “Attaccamento” e dal superamento della “Fase Edipica”. Ci limiteremo quindi ad esprimerci con un’atmosfera da salotto passeggiando sulle tematiche apparentemente senza troppo impegno.

Proprio come il cervello umano il mondo dell’uomo  è formato da due universi distinti e complementari, l’uomo e la donna, che nella loro interazione congiunta si completano, si esprimono e si manifestano dando luogo al miracolo della perpetuazione, della creatività, dell’evoluzione propria e dell’intero sistema.

Qualcuno sostiene che ogni bambino ha diritto ad avere dei genitori, ma cos’è abbiamo scoperto l’acqua calda? Se un bimbo nasce è perché un uomo e una donna lo hanno generato! Quindi i genitori ce li ha già per legge di vita; è ovvio che il nocciolo del discorso si spalma se parliamo di bambini rimasti senza i propri genitori per tanti svariati motivi che evitiamo di citare in questa sede.

Fermo restando che i genitori naturali sono coloro che  hanno generato il piccolo si può considerare l’opportunità di due figure simili agli originali che si offrono come supplenti genitoriali poiché in possesso, oltre che della buona volontà, delle caratteristiche proprie ad un maschio ed una femmina adulti desiderosi di occuparsi e di allevare un piccolo come se lo avessero generato essi stessi.

Se i supplenti genitoriali in piena coscienza si pongono come modelli amorevoli distinti e complementari, all’interno di una cornice armoniosa, trasparente, responsabile e significativa, il piccolo forgiandosi sui loro esempi, i loro insegnamenti e le loro intime caratteristiche avrà l’opportunità di edificare il suo “IO sono” e poi il suo “IO sono maschio o IO sono femmina” con ragionevole probabilità di realizzare intima serenità e sano equilibrio.

Se però detti supplenti genitoriali si allontanano dai modelli originali quello che accade è inevitabilmente qualcosa di caotico, deviante e disfunzionale capace di evocare nella mente il famoso” brodo primordiale”.

Basta pensare a tutti quei bambini allevati da animali che hanno imparato, osservando ed emulando, a vivere come essi, hanno imparato il loro linguaggio, hanno imparato a catturare le prede per nutrirsi e a dormire nelle tane o nei nidi, ma questo li ha resi disadattati poiché non potranno mai metter su famiglia con un orso o una scimmia o un lupo come contemporaneamente non potranno farlo con una persona poiché gli risulta un essere sconosciuto e disagevole.

La nostra è l’epoca del possedere  egoistico tutto ciò che appaga il nostro ego lo vogliamo bramosamente   senza pensare a cosa potrebbe significare per l’altro e per gli altri, ne  tantomeno interrogarsi su cosa autorizza la mia presunzione a spacciarsi per sapienza.

Dott.ssa Elisabetta Vellone